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Lecce. 05-07-2007

IL BLUFF DI NIKI VENDOLA

Malasanità e servizi soppressi dalla giunta regionale di centrosinistra.

 

Dopo il sit_in davanti all’ospedale di Gallipoli, per la mancata attivazione dei reparti di Pneumologia e di Terapia intensiva Coronaria, nel Salento si elevano altre proteste per i tagli all’Assistenza Sanitaria Estiva per i Turisti.
La stagione turistica è già avviata, basta fare un giro nelle località marittime del Salento per ascoltare dialetti e lingue che ci portano nel resto d’Italia e anche fuori Nazione.
Complice il gran caldo di questi giorni, le spiagge sono affollate e i villeggianti già iniziano a segnalare disservizi e disfunzioni del sistema turistico leccese. Le lamentele sono tra le più varie: a volta è colpa dell’albergatore che non offre quanto promesso, a volte la responsabilità è dei ristoratori che chiedono più del dovuto, a volte è colpa del traffico caotico, a volte di feste e spettacoli che disturbano la quiete della notte.
Accade così ad ogni stagione estiva, nelle marine della costa adriatica e di quella jonica.
Nel complesso, però, l’offerta turistica leccese, se così la possiamo chiamare, è buona. Lo testimonia il numero crescente di turisti che scelgono i nostri paesi e le nostre marine per trascorrervi brevi (purtroppo) periodi di vacanza.
La controprova la offre il mondo imprenditoriale che da tempo, ormai, investe nel settore realizzando sempre più ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, locali notturni.
Di fronte a tanto impegno si registra il graduale disimpegno della Regione Puglia che non riesce ad andare oltre gli spot pubblicitari. Serve poco propagandare la vocazione turistica del territorio se, poi, non si offrono adeguati servizi.
Dal primo luglio (altro che destagionalizzazione) l’Azienda Sanitaria Locale Lecce ha predisposto l’attivazione del Servizio di Assistenza Sanitaria Estiva per Turisti per assicurare prestazioni sanitarie nelle località marine.
L’anno scorso il servizio iniziò a metà giugno, quest’anno nonostante la stagione estiva si sia avviata in anticipo per un’ondata di caldo straordinario, l’assistenza sanitaria è stata assicurata con due settimane di ritardo e terminerà con due settimane di anticipo (il 2 al posto del 15 settembre).
Ma i guai non finiscono qui, perché non solo l’Asl ha accorciato il periodo di apertura dei presidi sanitari estivi, ma ha anche ridotto l’orario di apertura.
Nella scorsa stagione estiva, ad esempio, l’assistenza sanitaria ai turisti di Torre Suda, marina di Racale, era assicurata per l’intera giornata, quest’anno solo per otto ore, dalle 10,00 alle 18,00. A Torre San Giovanni, marina di Ugento, sono stati più fortunati (ma è solo un eufemismo) perché hanno solo dimezzato il servizio: dodici ore al posto di ventiquattro.
Ci fermiamo a tali esempi per sottolineare che nel Salento si fanno passi indietro, a proposito di servizi, di sanità e di …vocazione turistica.
Da due anni si attendono i fatti; la gente è stufa di essere presa in giro con l’attesa messianica di una nuova sanità, mentre l’esistente va in malora.
E’ di qualche giorno fa la protesta inscenata davanti all’ospedale di Gallipoli. Alleanza Nazionale denunciava la truffa della finta inaugurazione dei nuovi reparti di Pneumologia e di Terapia Intensiva Coronarica. A distanza di tre mesi dall’inaugurazione in pompa magna, con la presenza del Presidente della Giunta regionale Niki Vendola e dell’assessore Alberto Tedesco, quei reparti, dal mese di marzo ad oggi, non sono mai stati aperti. Inaugurati e poi chiusi, sigillati, inoperativi.
Questo è oggi, anche, il Salento: si vantano potenzialità che rimangono, purtroppo, sempre inespresse. E la colpa, non è dei cittadini.
Intanto il Piano della Salute, che il Consiglio Regionale pugliese avrebbe dovuto discutere nel mese di luglio è stato rinviato al prossimo autunno.
Siamo ancora alla <<campagna di ascolto>> organizzata dal gruppo regionale dell’Ulivo, ci si dilunga sugli indirizzi generali quando manca un Piano per l’ammodernamento tecnologico, un Piano per l’edilizia sanitaria.
Sono trascorsi quasi due anni e mezzo…

Roberto Tundo