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LECCE - 06.12.2007
In prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno è stato pubblicato un
interessante editoriale del dirigente nazionale di An ROBERTO TUNDO sui
nuovi rapporti all’interno del centro-destra.
FINISCE L’IDILLIO FRA AN E FORZA ITALIA
L’uscita di Berlusconi ha sconvolto Forza Italia ma anche l’Udc ed Alleanza Nazionale, sia a livello nazionale che a livello locale. Dispiace che il percorso della Casa delle Libertà sia stato interrotto traumaticamente da una serie di gesti e di prese di posizione avvenuti fuori da qualsiasi confronto politico. Il plateale annuncio di Berlusconi in Piazza San Babila a Milano si è consumato sui mass media. Sullo stile di “Lascia o Raddoppia”, Berlusconi lancia il Partito del Popolo delle Libertà che, a Lecce ed in provincia, lascia indifferenti gli uomini di destra. Un fatto interno a Forza Italia, quella Forza Italia che negli ultimi tempi era sempre più antagonista di An.
E’ forse un bene che tra Alleanza Nazionale e Forza Italia l’idillio si
sia interrotto anche perché, negli ultimi tempi, a questa alleanza non ci
credeva quasi più nessuno. Si stava insieme da separati in casa ma il feeling
non c’era più. Un autorevole esempio: in provincia di Lecce, alla ultima tornata
elettorale per le elezioni amministrative, Forza Italia in molti Comuni ha
presentato liste e candidati sindaci in contrapposizione a quelli di destra.
Mentre a Lecce città e a Nardò gli azzurri con Paolo Perrone e con Rino
Dell’Anna hanno incassato il sostegno di An, a Galatone e a Racale Forza Italia
ha sfidato Alleanza Nazionale contrapponendosi con propri candidati sindaco. Le
elezioni, poi, sono state vinte da An che a Galatone con Franco Miceli e a
Racale con Massimo Basurto si sono imposti sul centrosinistra e… sugli alleati.
Come mai, si chiedono i militanti di An, l’alleanza con F.I. funziona se
Alleanza Nazionale accetta il percorso segnato da Forza Italia e solo
occasionalmente accade il contrario”.
Vista da destra la lamentela che Berlusconi muove nei confronti degli alleati in
generale e nei confronti di An in particolare suona inverosimile. Nei circoli di
An di Lecce e provincia i militanti di Alleanza Nazionale sono convinti proprio
del contrario. Altro che An alleato infido; la colpa che molti dirigenti e molti
iscritti imputano a Fini da alcuni anni è proprio il contrario. Soprattutto
negli anni del governo (2000/2005) Gianfranco Fini (e con lui An) si era
appiattito sulle posizioni del Cavaliere indugiando troppo a legiferare su reti
televisive, rogatorie internazionali e carriere dei giudici. Perse le elezioni
politiche, con il governo Prodi, quando fu varato l’indulto, il voto contrario
di An in Parlamento fu salutato come un libero atto di destra (Forza Italia,
come sappiamo, votò a favore).
C’è ,poi, la leggenda metropolitana dello sdoganamento: chi a destra è da poco
in politica, può magari credere pure alla vulgata secondo cui, grazie alla
discesa in campo di Silvio Berlusconi, il Msi cominciò ad essere parte attiva
nel quadro politico italiano.
La verità è che quando Berlusconi scelse di far politica, l’ascesa del Movimento
Sociale Italiano era già inarrestabile. Lo sconquasso provocato da Tangentopoli
l’anno prima, la conseguente perdita di credibilità dei partiti compromessi nel
malgoverno e negli scandali, le picconate di Cossiga avevano già dato vita ad un
moto popolare di protesta e ad una esigenza di rinnovamento della classe
politica italiana, premiando la Lega nel Nord e il Msi nel Centro e nel Sud.
Alle elezioni amministrative del 21 novembre e del 5 dicembre 2003, nei Comuni
italiani chiamati al voto il Msi divenne il primo partito con il 16,4% dei voti.
Primo partito nelle città in cui si votò che rappresentavano 11 milioni di
abitanti. Primo partito anche a Roma e a Napoli dove, per tre e per cinque punti
percentuali, rispettivamente Gianfranco Fini ed Alessandra Mussolini, non
superano il ballottaggio per la carica di Sindaco. Dopo il ballottaggio del 5
dicembre, il dato complessivo venne confermato dalla conquista di ben 44
amministrazioni comunali tra le quali quattro capoluoghi di provincia e 24 città
con popolazione superiore ai 15mila abitanti.
Anche in provincia di Lecce si affermarono, con clamore, i sindaci di destra:
Gino Siciliano a Salve, Biagio Caracciolo a Corsano e Fedele Pampo a Leverano.
Ci sono, infine, delle domande che al momento non hanno ottenuto risposta: come
mai Forza Italia, fiera sostenitrice del sistema bipolare e maggioritario,
riscopre oggi il proporzionale? Come mai Berlusconi, che voleva dare lezione di
anticomunismo perfino ad Alleanza Nazionale (clamorosa la distribuzione di
migliaia di copie del Libro nero sul Comunismo al Congresso nazionale di An),
oggi riscopre la praticabilità della Grosse Koalition?
Roberto Tundo
Componente della Direzione Nazionale di An